IL SUONO DEL PANTHEON - Ictu Oculi


IL SUONO DEL PANTHEON_Ictu Oculi from (feed)_tattiche_urbane on Vimeo.

Video realizzato per la partecipazione al concorso "Musica e Architettura".
Colonna sonora originale composta da Luca Longobardi: ICTU OCULI composizione per orchestra virtuale e computer intelligente.
lucalongobardi.tumblr.com/

IL SUONO DEL PANTHEON

LA CONQUISTA DELL’INUTILE.




Il Pantheon è uno tra i pochi edifici nella storia dell’architettura che sono stati chiamati a generare archetipi. Ogni giorno masse di turisti si riversano al suo interno generando una costante di rumore di fondo. Ogni 10 minuti un messaggio preregistrato che invita i visitatori al silenzio incontra l’assoluta indifferenza degli avventori. Ogni spazio ha un suono caratteristico d’intimità o monumentalità, ma l’esperienza uditiva essenziale che l’architettura crea è la quiete. In ultima istanza, l’architettura è l’arte del silenzio pietrificato (J. Pallasmaa).
L’azione è molto semplice. 60 persone entrano nel Pantheon e si dispongono sul suo perimetro. Ad un segnale prestabilito, si voltano verso il muro ed emettono il più classico degli inviti al silenzio: SHH!!!
Una SOSPENSIONE. Fermare il rumore affinché tutti possano guardare ed ascoltare lo spazio.
Come un’improvvisa ventata, il nostro gesto dovrà ammutolire la folla. Poi, nel silenzio, nascerà il suono.
La sintesi concettuale sarà concretizzata in un’installazione audio che mira a riproporre non solo il momento del gesto comune ma l’ipotesi di una risposta del monumento stesso.
Alcuni scatti fotografici serviranno da  abaco per il calcolo approssimativo della presenza di pubblico itinerante all’interno della struttura.
Questi serviranno per manipolare numericamente un campione di brusio registrato dal vivo in frequenza, ampiezza e ambienza.
Così come nell’azione collettiva, la voce dei partecipanti si scontra con le pareti della struttura, il singolo individuo riproporrà il simbolico testo (SHH!!!) davanti ad un microfono, posizionato in un praticabile che rappresenta, nell’immaginario, l’angolo eletto come punto d’osservazione dell’oculo.
Il suono sarà poi filtrato da una catena di software audio (Ableton/Max for Live/Granulator) che elaborerà la risposta su 21 variabili legate alle 21 istantanee, colorato da un plug-in di riverbero tarato sulle caratteristiche ambientali del monumento e quindi riprodotto da un sistema di amplificatori Stereo Dipole o Olofonico in base alla collocazione dell’installazione.
L’iterazione quindi, produrrà di volta in volta, una risposta diversa. Ad ergersi è quindi non il silenzio ma l’anima sintetizzata del passato che, come afferma R. Grant-Williams ha la sua impronta, il suo unico suono identificativo.

(FEED)BOOK - SELECTED!



ROME THE ACCIDENTAL CITY - URBAN TRANSCRIPTS 2011

exhibition opening - Tuesday, 13 December 2011, 18.30

Urban Center Roma XI
via Niccolò Odero, 13
0154 Roma

(feed)book






  Do it yourself ! Surpriseground

 Come dovrebbe essere lo spazio pubblico a nostra disposizione?
Proponiamo un progetto di interazione dove  le persone possono instaurare relazioni tra di loro, con gli oggetti e con l’ambiente circostante.
Osserviamo che i concetti di vicinanza e interazione sociale si sono in parte dissociati dalla forma fisica della città. In una piazza qualsiasi l’interazione tra le persone va al di fuori dei limiti in cui esse sono contenute. Questo provoca un certo estraniamento: le nostre piazze (alcune, non  tutte per fortuna) sono dotate di solo valore simbolico, sono accomunate da una gradevole vista di’insieme, ma rimangono poco esposte a modificazioni temporanee.

DO IT YOUR SELF! (istruzioni per abitare lo spazio pubblico):

>     Acuto e sano interesse nell’ordinarietà quotidiana;
>     Low budget : un numero adeguato, quanto serve,  di sedie  trasportabili;
>     Un oggetto (libro, giornale, mazzo di carte) ciascuno;
>     Vivere lo spazio con attività che si riflettono nella vita abituale.

Lo scopo: avviare una catena di azioni basate su un appropriazione spaziale della durata più conveniente.

Attenzione!
Il progetto di interazione non sarà mai esattamente identico in luoghi differenti: lo spazio delle relazioni si muove di piazza in piazza, è itinerante, dunque poco prevedibile.

Feedbook è un’azione FAI DA TE,  riproducibile, creative common con il preciso intento di sconvolgere le dinamiche ordinarie.

(feed)book: come

DER HIMMEL...ain't easy !

Il sottoscritto Andrea Dolci in qualità di rappresentante
del collettivo di Architetti Romani (feed) comunica che
in data 28/05 dalle 14,00 alle 19,00 avrà luogo un
flash mob sul tema "nuvoi usi dello spazio urbano" a Piazza del Popolo
All'iniziativa parteciperanno circa 50 persone che non
disturberanno le attività lavorative ed intralceranno il traffico.
Sono a conoscenza che il presente preavviso è accettato con riserva.

Roma  25/05/2011

                                                                                       

DER HIMMEL: perchè





 L’azione si concentra su una piccola porzione della vasta Piazza del Popolo: piccola perché non è la quantità di spazio a fare la differenza, ma l’intensità con cui pochi metri quadri vengono utilizzati.

DER HIMMEL:come

DER HIMMEL: tre immagini



quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese.
voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare.
quando il bambino era bambino, non sapeva d’essere un bambino.
per lui tutto aveva un’anima, e tutte le anime erano tutt’uno.
quando il bambino era bambino, su niente aveva un’opinione.
non aveva abitudini. sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via.
aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo.
quando il bambino era bambino, era l’epoca di queste domande: perché io sono io, e perché non sei tu? perché sono qui, e perché non sono li? quando é cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio? la vita sotto il sole, é forse solo un sogno? non é solo l’apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo, sento e odoro? c’é veramente il male? e gente veramente cattiva?
come può essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare?
e che un giorno io, che sono io, non sarò più quello che sono?
quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed é ancora cosí.
quando il bambino era bambino, le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere. ed é ancora cosi.
le noci fresche gli raspavano la lingua, ed é ancora cosi.
a ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora più alta, e in ogni città, sentiva nostalgia di una città ancora più grande.
e questo, é ancora cosi.
sulla cima di un albero, prendeva le ciliegie tutto euforico, com’é ancora oggi.
aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne.
aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla.
quando il bambino era bambino, lanciava contro l’albero un bastone, come fosse una lancia.
e ancora continua a vibrare.


(Lied Vom Kindsein — Peter Handke)

A COSA PENSI ?

uomini e topi


 Osservazioni a margine di un sopralluogo





  Domenica 20 febbraio 2011.
  Con Paolo e Saverio ci incontriamo per effettuare un sopralluogo sulla tangenziale. 
Andiamo alla ricerca di sfondi per poter realizzare una serie fotografica da portare ad un piccolo concorso fotografico.